| Intervista a Giovanni Visconti |
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La tua carriera di ciclista è iniziata prestissimo. Cosa ricordi degli anni in cui correvi nelle categorie giovanili?Sì, la mia carriera come ciclista è iniziata davvero presto. Avevo 8 anni e una grande sogno. Mi piaceva andare in bici, ma il vero problema era che in Sicilia, dove ero andato ad abitare, non c’erano molte gare e non c’era quindi la possibilità di andare avanti in questo sport. Di quegli anni ricordo i trasferimenti, i lunghi viaggi, in macchina, in nave… ricordo la voglia di vincere. Come riuscivi a coniugare la passione per la bicicletta con gli impegni scolastici e la tua vita da adolescente?Prima di tutto veniva la scuola, poi subito dopo l’allenamento. È chiaro che non vivevo una vita come tutti gli altri coetanei, ma non ho rimpianti sulle rinunce che ho fatto. Alla fine sono stato ripagato di tutto. Chi ti ha aiutato a realizzare il tuo sogno?La persona che mi sento di dover ringraziare è mio padre. Fin da piccolo mi ha aiutato e assecondato. Ha fatto molti sacrifici, anche economici, per permettermi di realizzare il mio sogno. Se non era per lui probabilmente nessuno mi avrebbe mai visto e conosciuto, e adesso non sarei qui. Cosa è cambiato quando sei diventato professionista?Quando si diventa professionisti cambiano tante cose. Tutto viene azzerato. Non contano nulla le vittorie del passato e devi ricominciare da capo. Inizia la vita da corridore… i sacrifici cambiano, ma se hai la fortuna e le doti per fare bene vieni anche ripagato. è stato naturalmente un cambiamento positivo. Quante ore ti alleni al giorno?4 ore al giorno. Vado in bici alle 10 del mattino e il pomeriggio lo dedico ai massaggi o alle terapie… La bici assorbe molto del mio tempo, ma non riuscirei a fare diversamente. Quali sono i tuoi obiettivi per il futuro?Sono in una squadra nuova e qui voglio crescere, diventare importante e far crescere la squadra. Il mio “banco di prova” di quest’anno saranno la Milano - Sanremo e poi il Giro d’Italia. L’ALLENATORE CONSIGLIA:
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